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La semplificazione: dai certificati al cambio di residenza

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Venerdì 22 Dicembre 2017 11:46

La semplificazione: dai certificati al cambio di residenza

Certificati
A Seguito della entrata in vigore della legge di stabilità (L. 183/2011), dal 1° gennaio 2012 agli uffici pubblici è vietato rilasciare certificati da esibire ad altre pubbliche amministrazioni (art. 40, D.P.R. 445/2000).
I certificati saranno validi e utilizzabili solo nei rapporti tra privati e porteranno la seguente dicitura:
Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi.
Questo comporta che per i certificati dell’anagrafe (residenza, stato di famiglia, contestuali, esistenza in vita, eccetera) è previsto, salvo qualche eccezione, il pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria.
Nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i gestori di pubblici servizi, i certificati e gli atti di notorietà dovranno essere sostituiti dalle dichiarazioni previste dagli art. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000 sottoscritte dal cittadino, senza autenticazione della firma.
Tali autodichiarazioni potranno essere accettate (è loro facoltà) anche da privati (banche, assicurazioni,agenzie d’affari, poste italiane, notai, ecc.).
Cambi di residenza e comunicazioni anagrafiche
Il capo II del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 (c.d. "decreto Semplificazioni"), convertito in L. 4 aprile 2012, n. 35, interviene fra l’altro in tema di cambi  di residenza e durata dei i documenti di identità.
In proposito  il Ministero dell'Interno, lo scorso 27 aprile, ha diramato la Circ. n. 9 in cui vengono illustrate le modalità operative per effettuare le dichiarazioni anagrafiche (art. 13, comma 1, lett. a). b) e c), D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223) in tempo reale.
L'intervento normativo riguarda solo le dichiarazioni anagrafiche riguardanti:
- i trasferimenti di residenza da altro Comune o dall'estero ovvero i trasferimenti di residenza all'estero;
- la costituzione di nuova famiglia o di nuova convivenza, ovvero mutamenti intervenuti nella composizione della famiglia o della convivenza;
- i cambiamenti di abitazione.
Non riguarda, pertanto, le altre dichiarazioni anagrafiche previste dall'art. 13, D.P.R. n. 223 del 1989, relative a:
- cambiamento dell'intestatario della scheda di famiglia o del responsabile della convivenza;
- cambiamento della qualifica professionale;
- cambiamento del titolo di studio.
Dichiarazioni anagrafiche: i commi 1 e 2 dell' art. 5, D.L. n. 5 del 2012
Il "decreto semplificazioni" riconosce la possibilità di effettuare le dichiarazioni anagrafiche attraverso la compilazione di moduli da inoltrare al comune competente attraverso la posta certificata o in mancanza attraverso la mail personale allegando la fotocopia del documento di identità, in attuazione di quanto previsto dall'art. 65, D.Lgs. n. 82 del 2005 (Codice dell'amministrazione digitale, CAD).
A partire dal 9 maggio 2012, dunque, le dichiarazioni anagrafiche potranno essere presentate oltre che allo sportello comunale, anche per il tramite della raccomandata, del fax e per via telematica.
In attesa del regolamento attuativo del D.L. n. 5 del 2012, la Circ. n. 9 del 2012 del Ministero dell'Interno ricorda che dal 9 maggio prossimo sarà possibile variare i propri dati anagrafici per via telematica ad una delle seguenti condizioni:
a) che la dichiarazione sia sottoscritta dall'utente con firma digitale;
b) che il sottoscrittore sia identificato con l'uso della carta d'identità elettronica, della carta nazionale dei servizi o con strumenti che consentano l'individuazione del soggetto che effettua la dichiarazione.
In alternativa, è ammessa anche la dichiarazione trasmessa attraverso la casella di posta elettronica certificata o attraverso una casella di posta elettronica semplice, purchè, in quest'ultimo caso si alleghi la copia della carta d'identità del dichiarante mediante scanner.
Il comune destinatario entro due giorni lavorativi dalla presentazione della dichiarazione in via telematica deve provvedere alla registrazione della stessa (art. 5, comma 3, D.L. n. 5 del 2012).
Ai fini della registrazione della dichiarazione, occorre che il modulo presentato sia compilato nelle parti obbligatorie, relative alle generalità, e che la dichiarazione sia accompagnata dal documento di riconoscimento.
Riguardo ai cittadini stranieri, come ricorda il Ministero nella Circ. n. 9 del 2012, la registrazione è subordinata alla presentazione, unitamente alla dichiarazione, dei documenti attestanti la regolarità del soggiorno.
Nei casi di presentazione della dichiarazione allo sportello l'ufficiale d'anagrafe rilascia all'interessato, contestualmente alla presentazione della dichiarazione, la comunicazione di avvio del procedimento di accertamento della sussistenza dei requisiti previsti per l'iscrizione (art. 7, L. n. 241 del 1990) e che, trascorsi 45 giorni dalla dichiarazione senza che sia stata effettuata la comunicazione dei requisiti mancanti, l'iscrizione si intende confermata.
Tale obbligo di comunicazione dell'avvio del procedimento, ricorda il Ministero, resta ovviamente fermo anche nei confronti di coloro che inoltrano la comunicazione con le modalità telematiche.
Durata dei i documenti di identità
L’art. 7 del D.L. n. 5 del 2012, in particolare dispone l’unificazione  delle date di scadenza di tutti i documenti di identità e di riconoscimento, attraverso il differimento delle scadenza alla data di compleanno del titolare del documento immediatamente successiva. 

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