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9 luglio: S. Vittoria V.M.

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Giovedì 09 Luglio 2015 00:00

9 luglio: S. Vittoria V.M.

Pisoniano venera Santa Vittoria come protettrice del paese sin dai tempi più remoti e ne conserva l’omero del braccio sinistro in un artistico reliquiario.
Anche quest’anno, in occasione della festa, sono attesi i sindaci dei comuni di  Monteleone Sabino, Bagnoregio e S.Vittoria in Matenano che, con il nostro Comune ed alcune altre comunità devote alla Santa, il 23 ottobre 2011 hanno  costituito  la  Fondazione “Santa Vittoria Vergine e Martire romana”. Per tale occasione si prevedono numerosi pellegrini che seguiranno in processione le reliquie dalla Chiesetta di Santa Vittoria all'ingresso del paese (P.zza arconi).
Con il costante e pressante impegno del Presidente del Circolo Vittorio Cerroni, è stata completata la perimetrazione della chiesa dedicata alla  nostra Patrona che, auspichiamo, possa continuare ad essere abbellita e  richiamare sempre più devoti.

storia e tradizione:
    S. Vittoria nacque in Roma, verso gli anni trenta del terzo secolo d.c., da nobili patrizi cristiani, forse gli Anici. Gli antichi atti e la tradizione popolare, le abbinano S.Anatolia come sorella di fede e di sangue.
    Chieste come spose, Vittoria dal patrizio romano Eugenio ed Anatolia da Aurelio Tito, ricusano il matrimonio e, alle premure di Eugenio Vittoria risponde rivelando la sua appartenenza al cristianesimo.
    All’ulteriore diniego di cedergli, Eugenio la denunciò come cristiana.
    La “Lex Julia Maiestatis” puniva come delitto di lesa maestà il rifiuto del culto idolatrico, e la pena prevista era la confisca dei beni e la morte.
   Eugenio ed Aurelio Tito preferirono ottenere un editto di esilio. A Vittoria toccò la relegazione in Trebula Metuesca, in Sabina, l’attuale Monteleone.
   Qui Vittoria convertì molti pagani al cristianesimo e liberò la città da un dragone che l’infestava.
   Alcuni anni dopo Eugenio si rifece vivo e avuto un ulteriore rifiuto, denunziò al   preside Giuliano le gesta di Vittoria a Trebula e ne ottenne un decreto di morte, se non rinnegava la fede.
    All’ulteriore diniego di Vittoria a rinnegare la fede cristiana, Eugenio, esasperato, ordinò che la vita di Vittoria fosse recisa da un colpo al cuore: era il 23 dicembre 251.
    S. Vittoria V.M. è veneratissima in Pisoniano da tempo immemorabile, e molto prima che la reliquia del suo omero sinistro pervenisse dall'Abbazia di Farfa a quella di Subiaco nel 1326.
    La dipendenza di Pisoniano da Subiaco spiega come questa reliquia passò al nostro paese, dove ab immemorabili era già venerata. Così la reliquia risulta da più secoli a Pisoniano, mentre a Subiaco non se ne ha più traccia.
       A circa un chilometro dal paese, nel luogo dove la tradizione popolare vuole che Essa dimorasse per un breve periodo durante la persecuzione, venne elevata una chiesa rurale dedicata alla Santa.
   L'antichità del culto di S.Vittoria in questa chiesa è provata anche da un dipinto su tavola, rinvenuto nel 1014 da un contadino che arava il campo attiguo.

 

Dal: 29/06/2015
Al: 09/07/2015

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